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PREMIO FEDELTA' ALLA
MONTAGNA
Val Dogna
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11-12 settembre 2010
Il vincitore del 2010
L’alpino Compassi Giovanni è nato a Dogna
(Udine) il 29.4.1938 da una famiglia di modeste condizioni, in un comune
dell’aspra montagna friulana con una economia fra le più povere della regione ed
ha svolto il periodo militare nel periodo 1960/1961 incorporato nell’11° Raggr.
Alpini da posizione 314 Btg. e dal 1963 è iscritto all’A.N.A. nel Gruppo di
Chiusaforte.
Subito dopo la naja la necessità di vita lo ha spinto a svolgere tutti i lavori
che gli fossero capitati, a partire da quello di camionista fino all’emigrante
in Svizzera.
Ma l’intraprendenza e la volontà del Compassi,
unite ad una certa nostalgia del paese natio, sono state sempre forti ed ecco
che rientrato in Italia si mette in proprio nel settore boschivo e legnami; poi
le sue doti di carpentiere lo portano a lavorare nelle orditure in legno per la
copertura di fabbricati.
Nel frattempo, a costo di sacrifici, impianta una piccola segheria in località
Saletto di Dogna, a pochi passi da casa, dove lavora e prepara i legnami
necessari alla sua attività e per conto terzi.
Ma la sorte e l’imprevisto sono perennemente in agguato ed ecco che nel 1996 una disastrosa alluvione colpisce la zona: il fiume Fella si porta via terreno e segheria e di ripristino neanche parlarne.
Ma l’Alpino Compassi non si lascia prendere dallo sconforto, da montanaro tenace com’è la sua attenzione si sposta allora sulla Val Dogna: è la vallata che partendo dal capoluogo termina alle falde del Montasio e le cime che la chiudono a nord segnavano il confine con l’Impero Austroungarico sino al 1918. Una vallata ricca di bellezze naturali, non ancora toccata dal turismo di massa anche perchè la strada che la attraversa, stretta e tortuosa, si interrompe a circa 20 km dal capoluogo, sulla Sella Sompdogna, che divide la Val Dogna dalla Val Saisera.
Nella valle non esiste alcun ambiente di ristoro per il turista e quindi ecco l’occasione favorevole per iniziare una nuova attività.
Ottenuti i necessari permessi, il Compassi
inizia, assieme al figlio Federico (alpino pure lui), il recupero ed il restauro
dei rudere di una caserma risalente alla guerra 1915-18 in località Plans
Spadovai, a circa 15 km da Dogna.
Qui a circa 1100 metri sul livello del mare c'era il Comando e
l’acquartieramento delle truppe operanti in prima linea, crinale Jôf di Dogna -
Jôf di Miezegnot - Sella Sompdogna, nonché i necessari depositi di materiali,
munizioni e viveri. Ogni anno attorno ad una cappelletta eretta dai combattenti
d’allora si ricordano e si commemorano tutti i Caduti della prima guerra ed in
particolare quelli del Btg. Gemona.
Con un lavoro duro e tenace, interrotto nei mesi invernali dalle proibitive condizioni atmosferiche e frenato non poco dalla scarsità di mezzi finanziari, l’alpino Compassi è riuscito circa due anni fa ad aprire la sua “Locanda ai Due Pizzi”, dando la possibilità a quanti vanno per monti nella Val Dogna di avere un punto di riferimento, caldo ed ospitale, dove ritrovarsi prima o dopo un’escursione e ritemprarsi le forze dopo una buona scarpinata.
Tutta la struttura del fabbricato è uscita dalla
mani dell’alpino Compassi e del figlio Federico, a cominciare dai riattamento e
sistemazione dei muri del piano inferiore e per finire a tutta la struttura in
legno del piano superiore e della copertura.
L’attività della locanda, sostenuta anche dal prezioso e laborioso lavoro della
moglie Concetta e delle due figlie Alessandra e Rosanna, è sospesa nei mesi
invernali. Però anche nel periodo invernale,il sabato e la domenica l’alpino
Compassi si fa in quattro per essere sul posto ed assicurarne l’apertura, cosa
da non poco tenuto conto della difficile percorribilità della strada per
ghiaccio, caduta massi, ecc.
In caso di neve poi Il Compassi si apre la strada da solo usando un suo mezzo
meccanico che partendo dalla case di Costa Sacchetto, dove termina il lavoro dei
mezzi comunali, arriva alla sua locanda rendendo praticabili circa 7 km. di
strada di montagna.
Ecco in breve sintesi chi è e cosa ha fatto
l’alpino Compassi Giovanni: un uomo semplice, schivo, onesto, forte di animo ed
esempio di dedizione al lavoro e di sacrificio personale, capace di rendere nel
quotidiano i valori in cui tutti noi crediamo e sui quali è basata la nostra
civile convivenza.
Tutta la sua vita, con determinazione, volontà e tenacia è stata indirizzata a
conservare, a mantenere e potenziare l’insediamento umano in montagna ed in
special modo in quella friulana, il cui degrado e spopolamento sono giunti a
livelli inimmaginabili, creando nel contempo i necessari presupposti per il
sostentamento della propria famiglia e costituendo altresì esempio per quanti ne
condividano i valori.