Sezione di Udine

Il vademecum del volontario è stato pensato per essere un valido aiuto per quanti desiderino approfondire quali siano i compiti, i diritti ed i doveri di un volontario di Protezione Civile. E’ stato costruito in modo da presentare al lettore in modo immediato e sintetico tutte le informazioni di maggiore interesse, e di cui deve essere al corrente, tratte dal Regolamento della Protezione Civile sezionale e nelle leggi nazionali e regionali che si occupano di Protezione Civile.

Trovate una versione scaricabile in formato pdf, anche del Regolamento della Protezione Civile sezionale, nella pagina “Documenti“.


Cosa fa la Protezione Civile

La Protezione Civile, o più precisamente il Servizio Nazionale della Protezione Civile, viene istituito con la legge n. 225 del 1992, ma già nel 1970 con la legge 996/1970, si incominciava a parlare di cosa è, dovrebbe fare, come è strutturata la Protezione Civile, oltre ad indicarne le strutture operative. In Friuli Venezia Giulia, regione autonoma a statuto speciale, già nel 1986 con l’approvazione la Legge Regionale n°64/1986, viene disciplinata organicamente la funzione della Protezione Civile.

La Legge 225 del 24/02/1992 costituiva il testo di legge fondamentale che codificava molti aspetti della Protezione Civile, non ultimo l’assetto organizzativo. Gli articoli di tale legge fra le varie altre cose stabilivano quali sono gli scopi della Protezione Civile.

In particolare nell’Art. 3 di detta legge si specifica che attività pertinenti la Protezione Civile sono: la previsione, la prevenzione, il soccorso delle popolazioni sinistrate e il superamento dell’emergenza.

La previsione è l’insieme di tutte quelle attività, svolte anche con il concorso di soggetti scientifici e tecnici competenti in materia, il cui fine è individuare gli scenari di rischio probabili e, nel limite delle possibilità tecniche e tecnologiche, il preannuncio, il monitoraggio, la sorveglianza e la vigilanza in tempo reale di quelle situazioni che potrebbero trasformarsi in pericoli per la popolazione e dei conseguenti livelli di rischio attesi.

La prevenzione consiste invece nelle attività volte a evitare o a ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti a catastrofi di origini naturali o causate dall’uomo, anche sfruttando le informazioni raccolte per mezzo dell’attività di previsione. Fare prevenzione significa anche allertare la popolazione dell’imminente pericolo, pianificare le varie fasi dell’emergenza in modo da poter agire con efficienza e rapidità nei soccorsi, fare formazione, ovvero insegnare a riconoscere le potenziali situazioni di pericolo ed i comportamenti virtuosi da tenere in caso vi si venga coinvolti, diffondere la conoscenza della Protezione Civile e fare opera di informazione attiva alla popolazione.

Il soccorso ovviamente consiste nell’attuazione degli interventi diretti ad assicurare alle popolazioni colpite da eventi calamitosi ogni forma di prima assistenza.

Il superamento dell’emergenza, abbastanza intuitivamente, è la fase durante la quale si cerca di ripristinare le normali condizioni di vita.

Nel corso dei successivi anni sono state approvate diversi tipi di norme che regolamentavano anche altri aspetti della Protezione Civile.

L’attuale testo di legge che ha unificato le norme in materia di Protezione Civile è il Decreto Legislativo n°1/2018.


I compiti del volontario

Collaborare con le strutture preposte all’emergenza per lo svolgimento delle mansioni affidate dall’ANA in diverse aree di intervento, in funzione dall’ente che ne ha richiesto l’attivazione.

Nel caso dei volontari della Sezione di Udine, a seconda della “direzione” da cui ci proviene l’ordine di intervento, ovvero o i responsabili della Protezione Civile della Sede Nazionale di Milano o la Protezione Civile della Ragione Autonoma Friuli Venezia Giulia, i compiti che ci viene richiesto di assolvere cambiano.

Nello specchio sottostante vengono elencate le nostre mansioni nel teatro dell’emergenza a seconda di chi è il nostro “datore di lavoro”. 

  SEDE ANA di Milano   REGIONE FVG
Logistica:
– allestimento, organizzazione, gestione di un campo base;
– prestare un primo soccorso immediato;
– ripristinare e gestire i sistemi di comunicazione tra l’area sinistrata, il mondo esterno e i soccorritori;
– supporto nell’evacuazione dalla zona sinistrata;
– allestimento e gestione di un Posto Medico Avanzato (PMA).
Logistica:
– allestimento, organizzazione, gestione di un campo base;
– effettuare il trasporto e la conservazione di viveri e materiali;
– effettuare la distribuzione di viveri e materiali a sinistrati e soccorritori;
– installare e gestire le strutture di ricovero per sinistrati e soccorritori;
– garantire la sostituzione

Chi ne fa parte e come iscriversi

Possono far parte dell’Unità di Protezione Civile Sezionale tutti i soci A.N.A. in regola con il tesseramento nonché i soci Aggregati / Amici degli Alpini, (art.8, 8bis e 8ter del Regolamento Nazionale) secondo quanto stabilito dal Regolamento Nazionale A.N.A. di Protezione Civile. Ulteriori requisiti sono: idoneità fisica, età compresa tra 18 e 80 anni, disponibilità ad impieghi al di fuori della regione di residenza e capacità professionali.

Per capacità professionali non s’intende esclusivamente saper fare il muratore, il carpentiere, idraulico, elettricista etc. In un mondo in continua evoluzione come quello dell’attuale Servizio Nazionale di Protezione Civile, altre possono essere le professionalità spendibili. Ad esempio anche attività svolte a livello amatoriale come, alpinismo, immersioni subacquee, informatica, guida di mezzi speciali quali anfibi, hovercraft o altro, possono diventare molto utili durante un’emergenza proprio perché, trattandosi di un’emergenza, non sono prevedibili né le situazioni né le condizioni in cui si andrà ad operare e, pertanto, garantiscono un’innegabile flessibilità operativa. I volontari che desiderano vedere valorizzate queste loro capacità devono informare il coordinamento sezionale il quale provvederà, se possibile, ad attivare una squadra specialistica al suo interno.

Per iscriversi è necessario che il volontario compili in ogni sua parte l’apposito modulo che può essere ritirato in sezione. Al modulo vanno allegati: fotocopia del tesserino del codice fiscale e una foto tessera.

Al volontario verranno in seguito consegnati il tesserino di appartenenza alla Protezione Civile A.N.A. e alla Protezione Civile regionale. In un secondo tempo, in base alla disponibilità, verrà assegnata anche la divisa.

La qualifica di volontario di Protezione Civile viene revocata dal Presidente sezionale quando il volontario:

– lo richieda per iscritto;

– ha raggiunto i limiti d’età previsti o risulti fisicamente non idoneo;

– ingiustificatamente non partecipa consecutivamente a tre attività addestrative o di impiego;

– ripetutamente non si comporta in modo adeguato e decoroso durante una fase addestrativa o d’impiego;

– non è in regola con il tesseramento.


I diritti e i doveri del volontario

Al volontario vengono riconosciuti alcuni diritti e doveri derivanti sia dalle normative nazionali che regionali.

Tra i doveri sonno elencati:

– la partecipazione a corsi di formazione ed addestramento;

– l’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (D.P.I.), qualora ne sia sprovvisto è obbligato ad informarsi presso un referente di quale sia la dotazione minima relativa al tipo di impiego previsto;

– l’aggiornamento dei propri dati presso il coordinamento in sezione.

Il volontario si impegna inoltre:

– ad assicurare la propria disponibilità a partecipare alle attività programmate;

– a tenere un comportamento dignitoso sia durante che dopo lo svolgimento della propria attività in divisa o con cappello;

– a non diffondere notizie, informazioni e fatti alla stampa o alle televisioni e ad interessare di ciò il proprio diretto superiore;

– a rispettare ciascuno all’interno della gerarchia della Protezione Civile;

In caso di emergenza:

– ad assecondare la popolazione colpita dall’evento;

– a tenere un comportamento propositivo;

– a contribuire al mantenimento della tranquillità.

Il volontario ha inoltre il dovere di informare il proprio datore di lavoro dell’appartenenza ad un’organizzazione di volontariato.

Comportamenti censurabili e non idonei alla situazione saranno oggetto di provvedimenti disciplinari in quanto VESTENDO LA DIVISA DELLA PROTEZIONE CIVILE, TU RAPPRESENTI E SEI TUTTA LA P.C. DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI.

Tra i diritti sono annoverati:

– il mantenimento del posto di lavoro sia esso pubblico o privato;

– il mantenimento del trattamento economico e previdenziale da parte del datore di lavoro il quale a sua volta può richiedere il rimborso spese all’ente che ha attivato il volontario;

– la copertura assicurativa per tutta la durata dell’impiego.

In base all’art.39 del D.Lgs. 1/2018 (Codice della Protezione Civile) questi benefici si applicano nel caso un volontario venga impegnato in occasione di eventi emergenziali di Protezione Civile come di seguito definiti:

  1. a) emergenze connesse con eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili, dai singoli enti e amministrazioni competenti in via ordinaria;
  2. b) emergenze connesse con eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo che per loro natura o estensione comportano l’intervento coordinato di più enti o amministrazioni e debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo, disciplinati dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano nell’esercizio della rispettiva potestà legislativa;
  3. c) emergenze di rilievo nazionale connesse con eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo che in ragione della loro intensità o estensione debbono, con immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo ai sensi dell’articolo 24 del D.Lgs. 1/2018.

In questo caso il datore di lavoro è tenuto, non obbligato (è quindi necessario da parte del volontario ottenere l’assenso del proprio datore di lavoro a partecipare all’attività di Protezione Civile), a consentire l’impiego del volontario per un periodo non superiore a trenta giorni continuativi fino ad un massimo di novanta giorni nell’anno. Tali limiti possono essere elevati fino a sessanta giorni continuativi e fino a centottanta giorni nell’anno nel caso il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, con apposito decreto, dichiari uno stato di emergenza di rilievo nazionale.

Gli stessi diritti sopra elencati vengono garantiti ai volontari impegnati in attività di pianificazione, di addestramento e formazione teorico-pratica e di diffusione della cultura e della conoscenza della Protezione Civile, preventivamente promosse o autorizzate, con apposita comunicazione di attivazione, resa dal Dipartimento della Protezione Civile. In questo caso al volontario è consentito di assentarsi dal posto di lavoro fino a a dieci giorni continuativi e fino ad un massimo di trenta giorni nell’anno.

La partecipazione alle attività di Protezione Civile e la conseguente astensione dal lavoro è volontaria.

Il rimborso ai datori di lavoro ed ai lavoratori autonomi non è automatico. Essi devono presentare la domanda di rimborso, utilizzando l’apposito modulo (disponibile presso la sezione di Udine o sul sito sezionale) all’ente che ha richiesto l’intervento dei Volontari di Protezione Civile, il quale ha emesso un decreto di attivazione in cui si fa riferimento all’emergenza / attività per cui si viene attivati e in cui si specifica che verranno applicati i benefici previsti dall’articolo 40 del D.Lgs. 1/2018, (Rimborso al volontariato organizzato di Protezione Civile delle spese autorizzate per attività di pianificazione, emergenza, addestramento e formazione teorico-pratica e diffusione della cultura e conoscenza della Protezione Civile), oltre ad altre specifiche disposizioni. Sia il datore di lavoro che il lavoratore autonomo devono inviare la seguente documentazione: Modulo domanda rimborso, decreto di attivazione, eventuale decreto di precettazione, attestato di partecipazione all’attività rilasciato al volontario dall’ente che ne ha richiesto l’attivazione.

Nel caso si tratti di lavoratori autonomi, per il mancato guadagno giornaliero calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi presentata l’anno precedente a quello in cui è stata prestata l’opera di volontariato, è previsto un rimborso massimo di € 103,30 lorde giornaliere.

Le richieste di rimborso da parte delle organizzazioni di volontariato e dei datori di lavoro devono pervenire entro i due anni successivi alla conclusione dell’intervento, dell’esercitazione o dell’attività formativa.


Le responsabilità del volontario di Protezione Civile verso terzi

Durante un’emergenza il volontario di Protezione Civile potrebbe trovasi ad operare in situazioni molto difficili, anche dal punto di visto emotivo o psicologico, in presenza delle quali è sempre molto importante mantenere la calma al fine di valutare, prima di intervenire, quale è l’effettivo ruolo del volontario di Protezione Civile e le conseguenti competenze.

In generale è opportuno ricordare sempre che:

1) il volontario di P.C. non deve intervenire ad ogni costo per fare il “super eroe”, ma semplicemente fornire supporto alle forze istituzionali che hanno competenza diretta di intervento nei vari casi di emergenza seguendone le direttive;

2) il modo migliore per svolgere adeguatamente il ruolo di volontario di P.C. è riuscire a valutare bene la proporzione tra danni e benefici di un’eventuale intervento, contattando prima, se possibile, i diretti superiori o le forze istituzionali competenti.

Con queste premesse viene naturale chiedersi quali possano essere le responsabilità per un volontario che interviene in attività di Protezione Civile.

E’ giusto ricordare che il volontario di P.C., come qualunque comune cittadino, è responsabile penalmente delle proprie azioni quando commette un reato previsto dalle norme vigenti, ed è tenuto a risarcire il danno nel caso compia un fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto.

Esempio: Un volontario non deve permettersi di guidare in maniera spericolata un automezzo della Protezione Civile pensando di non incorrere nelle sanzioni previste dal codice della strada e inoltre se con il suo comportamento causa un incidente stradale è lui in prima persona a dover risarcire i danni causati.


Estratto da Decreto Legislativo n° 1/2018 “Codice della Protezione Civile”

Art. 1

Definizione e finalità del Servizio nazionale della protezione civile

  1. Il Servizio nazionale della protezione civile, di seguito Servizio nazionale, definito di pubblica utilità, è il sistema che esercita la funzione di protezione civile costituita dall’insieme delle competenze e delle attività volte a tutelare la vita, l’integrità fisica, i beni, gli insediamenti, gli animali e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo.
  2. Il Servizio nazionale concorre al perseguimento delle finalità previste dalla normativa dell’Unione europea in materia di protezione civile.
  3. Le norme del presente decreto costituiscono principi fondamentali in materia di protezione civile ai fini dell’esercizio della potestà legislativa concorrente.
  4. Le disposizioni del presente decreto si applicano anche alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con i rispettivi statuti di autonomia e le relative norme di attuazione. Sono fatte salve, altresì, le forme e condizioni particolari di autonomia attribuite ai sensi dell’articolo 116, comma 3, della Costituzione.

 

Art. 2

Attività di protezione civile

  1. Sono attività di protezione civile quelle volte alla previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi, alla gestione delle emergenze e al loro superamento.
  2. La previsione consiste nell’insieme delle attività, svolte anche con il concorso di soggetti dotati di competenza scientifica, tecnica e amministrativa, dirette all’identificazione e allo studio, anche dinamico, degli scenari di rischio possibili, per le esigenze di allertamento del Servizio nazionale, ove possibile, e di pianificazione di protezione civile.
  3. La prevenzione consiste nell’insieme delle attività di natura strutturale e non strutturale, svolte anche in forma integrata, dirette a evitare o a ridurre la possibilità che si verifichino danni conseguenti a eventi calamitosi anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attività di previsione.
  4. Sono attività di prevenzione non strutturale di protezione civile quelle concernenti:
  5. a) l’allertamento del Servizio nazionale, articolato in attività di preannuncio in termini probabilistici, ove possibile e sulla base delle conoscenze disponibili, di monitoraggio e di sorveglianza in tempo reale degli eventi e della conseguente evoluzione degli scenari di rischio;
  6. b) la pianificazione di protezione civile, come disciplinata dall’articolo 18;
  7. c) la formazione e l’acquisizione di ulteriori competenze professionali degli operatori del Servizio nazionale;
  8. d) l’applicazione e l’aggiornamento della normativa tecnica di interesse;
  9. e) la diffusione della conoscenza e della cultura della protezione civile, anche con il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, allo scopo di promuovere la resilienza delle comunità e l’adozione di comportamenti consapevoli e misure di autoprotezione da parte dei cittadini;
  10. f) l’informazione alla popolazione sugli scenari di rischio e le relative norme di comportamento nonché’ sulla pianificazione di protezione civile;
  11. g) la promozione e l’organizzazione di esercitazioni ed altre attività addestrative e formative, anche con il coinvolgimento delle comunità, sul territorio nazionale al fine di promuovere l’esercizio integrato e partecipato della funzione di protezione civile;
  12. h) le attività di cui al presente comma svolte all’estero, in via bilaterale, o nel quadro della partecipazione dell’Italia all’Unione europea e ad organizzazioni internazionali, al fine di promuovere l’esercizio integrato e partecipato della funzione di protezione civile;
  13. i) le attività volte ad assicurare il raccordo tra la pianificazione di protezione civile e la pianificazione territoriale e le procedure amministrative di gestione del territorio per gli aspetti di competenza delle diverse componenti.
  14. Sono attività di prevenzione strutturale di protezione civile quelle concernenti:
  15. a) la partecipazione all’elaborazione delle linee di indirizzo nazionali e regionali per la definizione delle politiche di prevenzione strutturale dei rischi naturali o derivanti dalle attività dell’uomo e per la loro attuazione;
  16. b) la partecipazione alla programmazione degli interventi finalizzati alla mitigazione dei rischi naturali o derivanti dall’attività dell’uomo e alla relativa attuazione;
  17. c) l’esecuzione di interventi strutturali di mitigazione del rischio in occasione di eventi calamitosi, in coerenza con gli strumenti di programmazione e pianificazione esistenti;
  18. d) le azioni integrate di prevenzione strutturale e non strutturale per finalità di protezione civile di cui all’articolo 22.
  19. La gestione dell’emergenza consiste nell’insieme, integrato e coordinato, delle misure e degli interventi diretti ad assicurare il soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi e agli animali e la riduzione del relativo impatto, anche mediante la realizzazione di interventi indifferibili e urgenti ed il ricorso a procedure semplificate, e la relativa attività di informazione alla popolazione.
  20. Il superamento dell’emergenza consiste nell’attuazione coordinata delle misure volte a rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita e di lavoro, per ripristinare i servizi essenziali e per ridurre il rischio residuo nelle aree colpite dagli eventi calamitosi, oltre che alla ricognizione dei fabbisogni per il ripristino delle strutture e delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate, nonché’ dei danni subiti dalle attività economiche e produttive, dai beni culturali e dal patrimonio edilizio e all’avvio dell’attuazione delle conseguenti prime misure per fronteggiarli.

 

Art. 32

Integrazione del volontariato organizzato nel Servizio nazionale della protezione civile

  1. Il volontario di protezione civile è colui che, per sua libera scelta, svolge l’attività di volontariato in favore della comunità e del bene comune, nell’ambito delle attività di protezione civile di cui all’articolo 2, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per acquisire, all’interno delle organizzazioni o delle altre forme di volontariato organizzato di cui al presente Capo, la formazione e la preparazione necessaria per concorrere alla promozione di efficaci risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà, partecipando, con passione e impegno ad una forza libera e organizzata che contribuisce a migliorare la vita di tutti.
  2. Il Servizio nazionale della protezione civile promuove la più ampia partecipazione del volontariato organizzato alle attività di protezione civile di cui all’articolo 2, riconoscendone il valore e la funzione sociale ai fini dell’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà di cui all’articolo 2, secondo comma, della Costituzione e, in quanto espressione dei principi di libera partecipazione, solidarietà e pluralismo, ne riconosce e stimola le iniziative e ne assicura il coordinamento.
  3. La partecipazione del volontariato al Servizio nazionale si realizza mediante enti del Terzo settore, ivi compresi i Gruppi comunali, che svolgono l’attività di protezione civile di cui all’articolo 5, comma 1, lettera y) del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, nonché mediante altre forme di volontariato organizzato appositamente costituite, per il perseguimento, senza scopo di lucro, delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale concorrenti all’esercizio della funzione di protezione civile di cui all’articolo 1.
  4. ……
  5. I modi e le forme di partecipazione del volontariato alle attività di protezione civile sono definiti dalle disposizioni contenute nella Sezione II del presente Capo, che costituiscono principi della legislazione statale in materia e disciplinano, in particolare, strumenti, modalità e procedure per:
  6. a) garantire l’integrazione del volontariato nell’organizzazione del Servizio nazionale, anche a livello territoriale, regolandone la preparazione, l’attivazione e l’impiego in forma coordinata;
  7. b) la partecipazione del volontariato all’attività di predisposizione ed attuazione di piani di protezione civile ed alle attività di previsione, prevenzione, gestione e superamento delle situazioni di emergenza di cui all’articolo 7, comma 1, lettere a), b) e c), prevedendo il rimborso delle spese sostenute, il mantenimento del posto di lavoro e del relativo trattamento economico e previdenziale nei periodi di impiego riconosciuti ai sensi della lettera a), e la garanzia della copertura assicurativa degli interessati;
  8. c) la concessione di contributi per il potenziamento della capacità operativa, il miglioramento della preparazione tecnica dei volontari e lo sviluppo della resilienza delle comunità.
  9. Con direttive da adottarsi ai sensi dell’articolo 15, acquisito il parere del Comitato di cui all’articolo 42, sono impartiti indirizzi per assicurare, nel rispetto delle peculiarità dei territori, l’unitaria ed effettiva attuazione delle disposizioni di cui alla Sezione II del presente Capo.

 

Art. 39

Strumenti per consentire l’effettiva partecipazione dei volontari alle attività di protezione civile

  1. Ai volontari aderenti a soggetti iscritti nell’Elenco nazionale di cui all’articolo 34, impiegati in attività di soccorso ed assistenza in vista o in occasione degli eventi di cui all’articolo 7, anche su richiesta del sindaco o di altre autorità amministrative di protezione civile, vengono garantiti, mediante l’autorizzazione da rendere con apposita comunicazione di attivazione del Dipartimento della protezione civile, per i soggetti iscritti nell’elenco centrale, ovvero delle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, per i soggetti iscritti nei rispettivi elenchi territoriali, relativamente al periodo di effettivo impiego che il datore di lavoro è tenuto a consentire, per un periodo non superiore a trenta giorni continuativi e fino a novanta giorni nell’anno:
  2. a) il mantenimento del posto di lavoro pubblico o privato;
  3. b) il mantenimento del trattamento economico e previdenziale da parte del datore di lavoro pubblico o privato;
  4. c) la copertura assicurativa secondo le modalità previste dall’articolo 18 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, anche mediante la stipula di ulteriori polizze integrative da parte del Dipartimento della protezione civile o delle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, da attivare in occasione della partecipazione del volontariato organizzato ad emergenze di rilievo nazionale di particolare durata o a interventi all’estero. In occasione di situazioni di emergenza di rilievo nazionale e per tutta la durata dello stesso, su autorizzazione del Dipartimento della protezione civile, e per i casi di effettiva necessità singolarmente individuati, i limiti massimi previsti per l’utilizzo dei volontari nelle attività di soccorso ed assistenza possono essere elevati fino a sessanta giorni continuativi e fino a centottanta giorni nell’anno.
  5. Ai volontari aderenti a soggetti iscritti nell’Elenco nazionale di cui all’articolo 34 impegnati in attività di pianificazione, di addestramento e formazione teorico-pratica e di diffusione della cultura e della conoscenza della protezione civile, preventivamente promosse o autorizzate, con apposita comunicazione di attivazione, resa dal Dipartimento della protezione civile, per i soggetti iscritti nell’elenco centrale, ovvero dalle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, per i soggetti iscritti nei rispettivi elenchi territoriali, i benefici di cui al comma 1, lettere a) e b), si applicano per un periodo complessivo non superiore a dieci giorni continuativi e fino ad un massimo di trenta giorni nell’anno. Limitatamente agli organizzatori delle suddette iniziative, i benefici di cui al comma 1 si applicano anche alle fasi preparatorie e comunque connesse alla realizzazione delle medesime iniziative.
  6. Ai datori di lavoro pubblici o privati dei volontari di cui ai commi 1, 2 e 3, che ne facciano richiesta, viene rimborsato, nei limiti delle risorse finanziarie all’uopo disponibili, l’equivalente degli emolumenti versati al lavoratore legittimamente impegnato come volontario, con le procedure indicate nell’articolo 40. I rimborsi di cui al presente comma possono essere alternativamente riconosciuti con le modalità del credito d’imposta ai sensi di quanto previsto dall’articolo 38 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229.
  7. Ai volontari lavoratori autonomi, aderenti a soggetti iscritti nell’Elenco nazionale di cui all’articolo 34, impiegati nelle attività previste dal presente articolo, e che ne fanno richiesta, è corrisposto il rimborso per il mancato guadagno giornaliero calcolato sulla base della dichiarazione del reddito presentata l’anno precedente a quello in cui è stata prestata l’opera di volontariato, nel limite di euro 103,30 giornalieri. Il limite di cui al presente comma è aggiornato, sulla base dell’inflazione, ogni 3 anni, con apposito decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile da adottarsi di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.
  8. Le disposizioni di cui al presente articolo, nonché dell’articolo 40, si applicano anche nel caso di iniziative ed attività, svolte all’estero, purché preventivamente autorizzate dal Dipartimento della protezione civile.

Estratto dal Regolamento Nazionale della P.C.

Articolo 5 – Associati

Possono far parte dell’Organizzazione di P.C. ANA i Soci ANA (art.4 dello Statuto) che abbiano fatto apposita domanda per essere ammessi e che abbiano accettato il presente Regolamento.

Possono essere ammessi anche gli Amici degli Alpini (art.8, 8bis e 8ter del Regolamento Nazionale) e che, in virtù della loro specifica professionalità, possono trovare un’utile collocazione nella Organizzazione stessa; anche costoro, per essere ammessi, dovranno presentare apposita domanda ed accettare esplicitamente il presente Regolamento.

Articolo 6 – Requisiti

Ulteriori requisiti richiesti per entrare a far parte della Organizzazione di P.C. ANA sono i seguenti:

– idoneità fisica da attestarsi tramite certificato medico da rinnovare annualmente;

– età compresa tra i 18 e gli 80 anni;

– disponibilità ad essere impiegati anche al di fuori della propria Regione di residenza;

– capacità professionali tali da garantire un proficuo impiego.

Articolo 7 – Doveri

Alla luce di quanto disposto dall’art. 2 della legge n. 266/91, il Volontario deve prestare la sua opera in modo disciplinato, rispettoso della gerarchia associativa, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà, evitando ogni forma di protagonismo personale, specie con le insegne e nel nome dell’ANA.

I Volontari, per operare, devono essere dotati di divisa, di distintivi del Dipartimento di P.C. e della ANA e di documento di identificazione personale rilasciato dall’ANA.


Informativa ai sensi dell’art. 13 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196

Codice in materia di protezione dei dati personali”

Ai sensi dell’art. 13 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196 vi forniamo le seguenti informazioni circa il trattamento dei dati personali:

Finalità e modalità del trattamento

I dati personali sono trattati dall’Associazione Nazionale Alpini nell’ambito della sua attività e con le seguenti finalità:

– prestare i servizi richiesti dagli associati e gestire i rapporti con gli stessi. Il mancato conferimento dei dati può comportare l’impossibilità di eseguire quanto richiesto;

– adempiere alle incombenze amministrative. Il mancato conferimento dei dati può comportare l’impossibilità di eseguire quanto richiesto;

– adempiere agli obblighi di legge. Il conferimento dei dati personali per tali finalità è obbligatorio.

Il trattamento dei dati avviene mediante l’utilizzo di strumenti e procedure idonei a garantire la sicurezza e la riservatezza e potrà essere effettuato sia mediante supporti cartacei sia con l’ausilio di mezzi informatici.

Categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati.

I dati potranno essere comunicati:

– a soggetti, pubblici e privati, che possono accedere ai dati sulla base di disposizione di legge, di regolamento o di normativa comunitaria, nei limiti previsti da tali norme;

– a soggetti che hanno necessità di accedere ai Suoi dati per finalità connesse al rapporto che intercorre tra lei e l’Associazione Nazionale Alpini, nei limiti strettamente necessari per lo svolgimento di detti compiti;

– consulenti, nei limiti necessari per lo svolgimento del loro incarico.

Soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati.

Potranno venire a conoscenza dei dati anche i responsabili del trattamento, gli incaricati del trattamento nonché gli incaricati alla manutenzione degli elaboratori elettronici.

Diritto di accesso ai dati personali e altri diritti

La normativa in materia conferisce il diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di propri dati personali, le indicazioni circa l’origine, le finalità e le modalità del trattamento, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge nonché l’aggiornamento, la rettifica o, se vi è interesse, l’integrazione dei dati. L’interessato, inoltre, può opporsi al trattamento dei propri dati per finalità di invio di materiale pubblicitario, di vendita diretta, di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

La richiesta relativa all’esercizio di tali diritti può essere avanzata, anche mediante lettera raccomandata, fax o posta elettronica, alla sede dell’Associazione Nazionale degli Alpini in Via Marsala alla c.a. del Signor Gianbattista Stoppani.

Titolare

Titolare del trattamento è l’Associazione Nazionale Alpini con sede in Milano in Via Marsala nella persona di Gianbattista Stoppani.

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